ARTROSI ANCA

Artrosi dell’anca

Cos’è l’artrosi dell’anca?

L’artrosi dell’anca è una malattia che si sviluppa quando la cartilagine — il tessuto liscio e resistente che riveste le estremità delle ossa e permette all’articolazione di muoversi senza attrito — si consuma progressivamente.

Quali sono le cause?

Le cause possono essere diverse e spesso si sommano tra loro:

  • Invecchiamento: con l’età la cartilagine perde elasticità e si consuma più facilmente.
  • Predisposizione genetica o anatomica: alcune anomalie della forma dell’anca, come la displasia congenita (un’anca che non si è formata perfettamente fin dalla nascita) o il conflitto femoro-acetabolare (un contatto anomalo tra le ossa durante il movimento), possono causare un’usura precoce.
  • Traumi e infortuni: fratture o lussazioni dell’anca avute in passato.
  • Sovrappeso e obesità: un peso eccessivo aumenta il carico sull’articolazione.
  • Malattie infiammatorie: come l’artrite reumatoide o infezioni articolari.
  • Attività lavorativa o sportiva intensa: sforzi ripetuti nel tempo.

Come si riconosce?

I sintomi tipici sono il dolore che compare all’inizio di un movimento e la rigidità al risveglio, al mattino.

Durante la visita il medico esamina l’anca e ne verifica la mobilità.

La radiografia sotto carico (in piedi) è l’esame di scelta per la diagnosi. La risonanza magnetica o gli esami del sangue vengono richiesti solo quando serve escludere altre patologie (algodistrofia, necrosi della testa, frattura da stress, iperuricemia).

In base a quanto è consumata, la cartilagine viene classificata in quattro stadi, dal più lieve (piccole fessure superficiali) al più avanzato (usura completa, con l’osso che rimane scoperto).

Come si cura?

Nelle fasi iniziali, l’artrosi dell’anca si tratta in modo conservativo, cercando di alleggerire il carico sull’articolazione. Perdere peso in eccesso, praticare sport a basso impatto (camminata o bicicletta) e assumere integratori di supporto alla cartilagine aiuta a rallentare la progressione, anche se queste misure da sole non possono fermare o eliminare l’artrosi.

Le infiltrazioni di acido ialuronico, eseguite sotto guida ecografica, agiscono come un lubrificante che, iniettato direttamente nell’articolazione, riduce l’attrito tra le superfici usurate, migliora il movimento e l’infiammazione. I risultati variano da paziente a paziente, ma la maggior parte recupera una buona qualità di vita.

In letteratura è ampiamente descritto anche l’utilizzo di infiltrazioni di cortisone, che riduce l’infiammazione e allevia il dolore in modo più rapido, ma un uso ripetuto è condrotossico (danneggia la cartilagine), motivo per cui non è il trattamento preferito dal Dott. Latte.

Quando le cure conservative non bastano più e il dolore persiste, si valuta l’intervento di protesi d’anca (la sostituzione dell’articolazione usurata con una artificiale). Le tecniche chirurgiche più moderne sono mininvasive: la muscolatura viene solo spostata, non tagliata, e basta un’incisione di circa 8 centimetri per posizionare la nuova articolazione. L’intervento dura fino a due ore e la degenza in clinica va dai due ai cinque giorni.

Evoluzione dell'artrosi dell'anca fino alla protesi

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