OSTEOPOROSI

Osteoporosi: diagnosi, prevenzione e cura

L’osteoporosi è la malattia delle ossa più diffusa. Con il passare del tempo l’osso perde parte della sua robustezza e diventa più fragile, tanto da potersi rompere anche in seguito a cadute o traumi di lieve entità. Le fratture più frequenti riguardano le vertebre, l’anca (femore), la spalla e il polso. Il problema è che la malattia spesso non dà alcun disturbo fino alla prima frattura: proprio per questo è così importante individuarla per tempo e valutare il rischio di ciascuna persona.

Che cos’è l’osteoporosi

L’osso non è una struttura inerte, ma un tessuto vivo che si rinnova di continuo. Con l’osteoporosi questo equilibrio si altera: la massa ossea si riduce e l’architettura interna dell’osso si indebolisce. Il risultato è un osso più fragile e più esposto alle fratture.

Si distinguono due grandi tipi. L’ osteoporosi primitiva è la forma più comune ed è legata soprattutto alla menopausa e all’avanzare dell’età. L’ osteoporosi secondaria dipende invece da altre malattie o dall’uso prolungato di alcuni farmaci, come il cortisone. Riconoscere queste forme è importante, perché spesso passano inosservate.

Chi è più a rischio

Conoscere i propri fattori di rischio aiuta a capire chi dovrebbe sottoporsi a un controllo. I principali sono:

• L’età avanzata e la menopausa, soprattutto nelle donne

• La presenza in famiglia di osteoporosi o di fratture di femore

• Una precedente frattura dovuta a un trauma modesto

• Un peso corporeo molto basso

• L’uso prolungato di cortisone o altre condizioni che indeboliscono l’osso

• Il fumo, il consumo eccessivo di alcol e la scarsa attività fisica

• Una carenza di calcio e di vitamina D

Come si arriva alla diagnosi

La densitometria ossea

L’esame di riferimento è la MOC (Mineralometria Ossea Computerizzata) con la modalità DEXA. Si tratta di un esame semplice e indolore, che misura la robustezza delle ossa a livello della colonna e del femore. Il risultato permette di distinguere tre situazioni: densità normale, densità ridotta (osteopenia) e vera e propria osteoporosi.

Va però chiarito un punto: la diagnosi non si basa mai sul solo esame. Lo specialista valuta il risultato insieme alla storia clinica della persona. In chi ha già avuto fratture da fragilità, per esempio, la diagnosi resta valida anche se i valori dell’esame migliorano con la cura.

La valutazione del rischio di frattura

Possono infine essere richiesti alcuni esami del sangue, utili soprattutto a individuare le forme di osteoporosi legate ad altre cause.

La prevenzione: cosa fare ogni giorno

La prevenzione è la strategia più efficace e andrebbe iniziata presto. Riguarda soprattutto lo stile di vita e l’alimentazione:

• Calcio e vitamina D: un’alimentazione equilibrata e la correzione di eventuali carenze di vitamina D sono la base su cui poggia anche l’efficacia delle terapie.

• Attività fisica: camminare e svolgere esercizi di rinforzo muscolare mantiene le ossa più forti e migliora l’equilibrio.

Oltre a misurare la densità dell’osso, è utile stimare quante probabilità ha una persona di andare incontro a una frattura negli anni successivi. Per farlo esistono strumenti che combinano età, sesso, densità ossea e fattori di rischio personali. Questa valutazione aiuta a distinguere chi è davvero ad alto rischio e ha bisogno di una terapia, evitando cure non necessarie a chi è a basso rischio.

• Prevenzione delle cadute: poiché molte fratture nascono da una caduta, è utile rendere la casa più sicura e correggere problemi di vista o di equilibrio, soprattutto nell’anziano.

• Stile di vita sano: smettere di fumare e limitare gli alcolici.

Le cure disponibili

Quando il rischio di frattura è elevato, alla prevenzione si aggiunge una terapia con farmaci. Oggi sono disponibili diverse opzioni, tutte in grado di rinforzare le ossa e ridurre il rischio di fratture: alcune si assumono in compressa, altre tramite iniezioni a intervalli regolari. La scelta viene sempre personalizzata dallo specialista, in base alla gravità della malattia e alle caratteristiche di ciascun paziente.

Un aspetto importante riguarda la continuità della cura. Alcuni farmaci, se interrotti bruscamente e senza controllo medico, possono far perdere rapidamente i benefici ottenuti. Per questo è fondamentale non sospendere né modificare la terapia di propria iniziativa, ma concordare sempre ogni cambiamento con il medico.

In conclusione

L’osteoporosi è una malattia che si può prevenire e curare, ma che troppo spesso viene sottovalutata: molte persone a rischio non ricevono una cura adeguata, o la abbandonano presto. Una diagnosi tempestiva, una corretta valutazione del rischio individuale e la costanza nel seguire le indicazioni del medico permettono di ridurre in modo significativo le fratture e di conservare autonomia e qualità di vita, soprattutto con l’avanzare dell’età.

Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità divulgativa e non sostituiscono il consulto medico. Per una valutazione personalizzata è indispensabile una visita specialistica.