PATOLOGIE METABOLICHE DELL’OSSO

Patologie metaboliche dell’osso: quando l’equilibrio scheletrico si altera

Le patologie metaboliche dell’osso sono un gruppo di malattie caratterizzate da un’alterazione dei normali processi di formazione e riassorbimento del tessuto osseo. L’osso, infatti, non è una struttura statica: viene continuamente rinnovato attraverso un equilibrio tra le cellule che lo costruiscono (osteoblasti) e quelle che lo demoliscono (osteoclasti). Quando questo equilibrio si rompe, la resistenza dello scheletro può ridursi, aumentando il rischio di fratture e deformità.

Osteoporosi

È la più diffusa tra le malattie metaboliche dell’osso. Si caratterizza per una riduzione della massa e un deterioramento della microarchitettura ossea, con conseguente fragilità. Colpisce soprattutto le donne dopo la menopausa e le persone anziane, e favorisce fratture di polso, vertebre e femore anche a seguito di traumi lievi. Prevenzione, diagnosi precoce (con la densitometria ossea) e terapia sono fondamentali.

Osteomalacia e rachitismo

L’osteomalacia è un difetto di mineralizzazione dell’osso nell’adulto, spesso legato a una carenza di vitamina D o a problemi del suo metabolismo. Nel bambino la stessa condizione prende il nome di rachitismo e può causare deformità scheletriche. Si manifestano con dolore osseo, debolezza muscolare e maggiore predisposizione alle fratture.

Malattia di Paget

È una patologia in cui il rimodellamento osseo diventa disordinato ed eccessivo, producendo osso più voluminoso ma strutturalmente debole. Può interessare bacino, femore, cranio e vertebre. Talvolta è asintomatica, altre volte provoca dolore, deformità e complicanze articolari.

Iperparatiroidismo e alterazioni del calcio

Un’eccessiva produzione di paratormone può aumentare il riassorbimento osseo, riducendo la densità dello scheletro. Anche altri squilibri del metabolismo del calcio e del fosforo, comprese alcune malattie renali, possono ripercuotersi sulla salute delle ossa.

Perché rivolgersi allo specialista

Molte di queste condizioni evolvono in modo silente e vengono riconosciute solo dopo una frattura. Una valutazione specialistica, associata agli esami mirati (esami del sangue, densitometria, radiografie), permette una diagnosi precoce e un percorso terapeutico personalizzato, tutelando la solidità dello scheletro nel tempo.

Dott. Carmine Latte – Chirurgo Ortopedico | www.carminelatte.it